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L’esempio della discarica di Lama Centopiedi. Il tema della lama San Giorgio e del progettato Parco regionale è tornato in questi giorni all’attenzione di amministratori e cittadini. Alla Regione Puglia, grazie alla spinta impressa al progetto dall’assessore al territorio Angela Barbanente, sono riprese le conferenze di servizio sul tema del Parco. Naturalmente il tema della lama coinvolge direttamente il nostro Comune anche perché non solo il territorio di Triggiano è significativamente coinvolto dall’attraversamento del “fiume fossile”, ma anche perché proprio in questo territorio, vicino alla foce di cala S. Giorgio, la lama assume gli aspetti più caratteristici e interessanti dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Ci si aspetta quindi che proprio il nostro Comune dia una spinta propulsiva a tutti i possibili interventi che possano andare in direzione della migliore soluzione del problema. Occorre ovviamente far subito, anche perché il tempo finora trascorso non ha molto giovato alla lama, utilizzata, incivilmente, come discarica di tutto e di più da parte di numerosi concittadini. E qui il problema è soprattutto di educazione civica, ma anche di vigilanza che non c’è. Si spera comunque che il dibattito ripreso in questi giorni favorisca una maggiore coscientizzazione sul valore inestimabile di questo delicato ecosistema e porti anche ad un impegno supplementare di tutte le realtà educative, dalle scuole all’associazionismo.
Purtroppo non basterà questo impegno per metter riparo agli scempi “ufficiali” compiuti negli scorsi decenni, che hanno fatto sì che la nostra lama fosse interessata da una cava e dalla discarica di lama Centopiedi, in proprietà Lombardi (in verde chiaro nella immagine), dove per anni in successive fasi di emergenza sono stati stoccati i rifiuti di Triggiano. Si tratta di un’area di circa 11.600 metri quadri, che, essendo stata utilizzata per fronteggiare emergenze, non è stata mai attrezzata secondo le regole previste per le discariche ed è rimasta senza impermeabilizzazione e senza misure efficaci per il controllo del percolato. Da qui i gravi rischi di inquinamento ambientale e di deflusso di materiali contaminanti verso la stessa lama, soprattutto per effetto delle piogge, nonostante che la discarica sia ormai dismessa da lungo tempo. Come dire, una sorta di bomba ad orologeria ambientale. Circa questo secondo problema tuttavia va ricordato come lo stesso sia stato già positivamente affrontato dall’Amministrazione Comunale di Triggiano a partire dal 2008 (sindaco Michele Cassano) con un progetto di bonifica e messa insicurezza della ex discarica, affidato al prof. Eligio Romanazzi e agli ingegneri Giovanni F. Boscia, Sebanino Giotta, Fabio Paccapelo e Gianluca Intini, e già finanziato dalla Regione Puglia per € 1.850.000,00. Al progetto si giunse dopo aver attentamente fatto la caratterizzazione del sito, propedeutica alla richiesta, soddisfatta, del finanziamento regionale. Il progetto mira, nel rispetto delle più aggiornate normative di sicurezza, alla copertura impermeabilizzante della discarica (capping) con adeguato materiale e con relativo rifacimento della muratura perimetrale, gabbionate e varie opere drenanti, e successivi interventi di ripristino ambientale, compresa la messa a verde. Il progetto, dopo la conferenza di servizio, è in attesa del prescritto parere della Autorità di Bacino, per poter entrare nella fase esecutiva. Alla stessa Amministrazione va pure dato atto di aver iniziato il rifacimento dei muretti a secco della lama per 900.000,00 Euro. Si tratta di interventi comunque positivi, di cui tuttavia nessun accenno fu affatto nel corso della tavola rotonda dell’altra sera e che certamente l’attuale Amministrazione vorrà condurre in porto con sollecitudine ed energia.
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