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Scritto da Alessandro Costanza
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Venerdì 27 Gennaio 2012 00:12 |
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Dal Segretario FdS di Triggiano riceviamo e pubblichiamo. Depurare o Deturpare? Considerare un bene naturale come la Lama San Giorgio una grande fogna a cielo aperto o un millenario patrimonio naturale? Insistere nello sversaramento delle acque fognarie o incominciare a pensare soluzioni più compatibili con l'ambiente e meno invasive? Queste sono le domande che da tempo si pongono i cittadini informati sul fatto. Infatti, causa anche la mancata informazione della vicenda da parte della nostra amministrazione, non tutti sanno che dal 28 ottobre scorso il depuratore di Sammichele scarica i propri reflui a cielo aperto nella lama San Giorgio, a cui si aggiungeranno presto quelli di altri tre comuni, ossia quelli di Putignano, Gioia del Colle e Casamassima. La Lama San Giorgio, patrimonio di importante valore naturalistico, in sintesi, si appresta a diventare un vero e proprio raccoglitore di acque reflue a cielo aperto. Come se non bastasse, è notizia di qualche giorno fa che le acque che incominciano a defluire dalle fogne di Sammichele sono notevolmente inquinate.
Sono state infatti fatte due analisi delle acque reflue, la prima il 19 novembre e la seconda il 29 dicembre, che comunicano dati preoccupanti. Inoltre, il Consorzio di Bonifica Terre D’Apulia ha presentato un progetto definito “Lavori per il ripristino della continuità idraulica della lama San Giorgio”, che prevede la cementificazione dei tre quarti della lunghezza della lama (42 km), per favorire la continuità idraulica e permettere ai reflui dei quattro depuratori di scorrere senza problemi. Noi della Federazione della Sinistra, invitiamo i cittadini che hanno a cuore la questione ad informarsi e a prendere coscienza del fatto. Questi progetti distruggono di fatto un patrimonio ambientale come la Lama San Giorgio, sulla quale si dovrebbe investire anziché deturpare. La Lama è un patrimonio da valorizzare, e non invece da cementificare ed inquinare con reflui fognari. Il Sindaco e l'amministrazione facciano chiarezza sui fatti e mettano nelle condizioni i cittadini di sapere e decidere. Le autorità competenti intervengano subito con azioni concrete per fermare questo abominio. Infine, invitiamo tutti i collettivi e comitati presenti sul territorio a collaborare tutti insieme per attuare forme di protesta e di lotta contro questo scempio ai danni della natura
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