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Caro Direttore, rilevo che ancora una volta, vengo fatta oggetto di immotivati e gratuiti improperi. Mi rendo conto che chi fa politica è sottoposto ad una costante attenzione e valutazione del proprio fare e del proprio dire: credo che sia un inalienabile diritto spettante a ciascuno. A fronte di tale diritto - e normalmente il limite di ogni diritto – si contrappone quello del rispetto dell’altro: rispetto in tutti i sensi, sia della persona, sia delle opinioni diverse, sia di quelle non condivise, il tutto comunque condito dall’utilizzazione di un linguaggio appropriato, che non può e non deve sfociare nell’offesa, nella derisione. Con dispiacere devo segnalarti – ancorchè consapevole che è a te noto il contenuto del commento a firma tale “Giusy75” – la gratuità di affermazioni prive di alcuna motivazione che all’evidenza, hanno solo ed esclusivamente l’unico fine di offendere la mia persona e il mio ruolo. Infatti, non si comprende donde la illustre commentatrice ricavi motivo delle sue affermazioni: i miei interventi possono non essere condivisi, possono non essere graditi, ma sino ad oggi hanno sicuramente ottenuto il risultato di smuovere il dibattito sulle molteplici e irrisolte questioni che, dal mio modesto punto di vista, attanagliano il nostro paese. Mi preme sottoporre alla tua attenzione l’opportunità di dare spazio a tutti quei contributi – adesivi, critici – che abbiano utilità e che non siano solo l’elenco gratuito delle offese perché non è mia intenzione subire ulteriormente linguaggi e parole lesive della mia persona e della mia dignità. Anita Maurodinoia
Purtroppo quello dei commenti è un vecchio tema, più volte oggetto anche di nostri interventi. Non riguarda solo noi, ma tutti i format on line. Per quanto ci riguarda abbiamo anche posto la condizione della registrazione in modo di limitare agli "utenti" la possibilità di commentare. Nonostante ciò sono comunque tanti i commenti che preferiamo non pubblicare, soprattutto quando coinvolgono le qualità personali delle persone. Ma c'è sempre il dilemma tra correttezza dei commenti e censura. Come organo di informazione, infatti, dobbiamo tutelare l'onorabilità delle persone, ma non possiamo nemmeno passare per un organo censorio che intende limitare la libertà di espressione. Ci creda, nella prassi talora è un equilibrio difficile da trovare. Lo è tanto più quando si ha di fronte persone impegnate pubblicamente (in partiti, istituzioni o noi stesi, impegnati sul fronte della infomazione ecc.), il cui operato ancor di più è mediaticamente esposto. Per costoro certi... eccessi di critica dovrebbero in qualche modo essere messi nel conto. Certo, l'ideale sarebbe che il livello di dibattito salisse sempre più. Ma si tratta di un obbiettivo di lungo respiro, che dovrebbe impegnarci tutti in un'azione formativa e che certamente non si realizza innalzando il livello della censura. Di sicuro continueremo ad assere ancor più attenti, ma nella consapevolezza che la formula magica non esiste, anche perchè la politica (basti pensare quel che passa a livello nazionale) è anche questo. a.d.s.
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Commenti
Oppure la Maurodinoia crede che intorno alla sua figura e alle sue iniziative non si possa fare qualche critica anche dura?
Non vorrei che si sentisse un'eletta da Dio, una senza peccati e quindi intoccabile.
Pensi di più a Bari e lasci ai suoi consiglieri (che altrimenti che stanno a fare) di occuparsi delle questioni triggianesi.
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