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Credo poi che un blog deve essere sì aperto, ma una riflessione vorrei chiedere al Direttore. E' veramente opportuno ospitare commenti che sono solo mirati ad infangare le persone? Così chiede e si scandalizza un lettore, intervenendo su un articolo apparso su questo giornale (che qualcuno molto impropriamente continua a chiamare blog) e in difesa dell’autrice dell’articolo stesso. Si tratta tuttavia dello stesso lettore che, commentando un articolo a mia firma, non ha esitato a parlare (senza argomentare) di “articolo a senso unico, disonesto nel suo contenuto”, di “ricostruzione mendace” e di “modo scellerato di fare giornalismo”: mica male come insulti nei confronti di un giornalista! Né quel lettore ha ritenuto di reagire allorché un altro commentatore (ovviamente schierato dalla sua stessa parte politica) mi ha gratificato di perduta… “verginità giornalistica”. Probabilmente è dura a morire la doppia morale per cui certe espressioni sono “infanganti” se vengono da destra e verità sacrosante se vengono da sinistra. Su un piano diverso si colloca invece Gaetano Pascolla che, rispondendo a Vitogiuseppe (Lagioia), gli dice “incontriamoci”, perché “menti libere non sono né di destra né di sinistra”. In questa duplicità di atteggiamenti, sta la risposta alla domanda di cui sopra.
Se, di fronte ad una situazione certo politicamente difficile come l’attuale, viene fuori l’incapacità di leale dibattito e ci si arruola in tifoserie ultras, la colpa non è del giornale che ospita i commenti, rifiutando di discriminare (salvo le offese alla qualità personali delle persone) secondo una arbitrarietà censoria, ma di chi non si rassegna a comprendere che non ci sono portatori esclusivi di verità e, magari, organizza le tifoserie ultras. Come insegnava il filosofo Semerari (l’espressione è stata anche ripresa in un bel libro di racconti di Martino Sgobba) la verità è l’amicizia tra idee diverse. Ma evidentemente c’è invece chi vuole spingere le idee alla guerra: per integralismo, per gratuito protagonismo, per miopia ideologica, per lecchinismo, per inimicizia personale e magari per intolleranza verso le critiche. E, questo, se mi si consente, fa parte anche della misera “cattiva politica” (anche questa volta parliamo di "politica" e non di "amministrazione") di Triggiano: quella che non da oggi ha diviso e non unito il paese, che ha diviso gli stessi partiti, che ha istituzionalizzato il trasformismo e il nomadismo politico, che ha indulto a atteggiamenti da culto della personalità, che ha “creato” per contrapposizione personaggi che poi si vogliono demonizzare, che non ha fatto crescere il dibattito preoccupandosi solo di chiedere giuramenti di fedeltà. Di questa cattiva politica (che comunque è figlia di molti padri) il giornale non è la causa, anche se non censura certi commenti (e tuttavia non sono pochi quelli che non passano), ma, semmai, lo specchio. Certi commenti non piacciono neanche a noi, così come non ci piace che qualcuno approfitti per fare il controcanto a tutto quanto viene pubblicato. Ma quando un giornale dice ai suoi lettori che è possibile annettere commenti agli articoli, è come se facesse un contratto con gli stessi. E i contratti vanno onorati. Certo ci si espone pure a rischi, ma si scommette sul valore educativo del dibattito, come pure sulla capacità di autonomo giudizio del lettore, che non è stupido e sa valutare articolisti e commentatori. Altrimenti, il primo commento da non ospitare sarebbe stato proprio quello, pieno di insulti nei confronti del sottoscritto, di chi oggi chiede di non ospitare commenti altrui perché “infangano” le persone. Ma noi crediamo che una alternativa sia possibile, per noi e per Triggiano. L'alternativa, quella che si fonda sul rispetto dei reciproci punti di vista, non si costruisce pubblicando solo le opinioni che ci sono gradite, ma migliorando tutti insieme lo spirito e la sostanza dei contributi.E' un sogno? Un'altro da aggiungere alla lista di Gaetano. Ma val la pena sperarci.
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Commenti
dovrà far ricorso a tutte le sue doti di retorica e di epidittica per dimostrare che questo blog è uno spazio dove si confrontano ad armi pari e con pari dignità tutte le posizioni.
A me pare che la linea sia dichiaratamente contro l’amministrazio ne, in maniera netta e senza appello, come dimostra anche il suo ultimo editoriale (“è crisi vera!”) o ancora un recentissimo articolo dove la gestione del Pd triggianese fino al congresso viene definita come un cancro (a proposto: complimenti per il libero e pacato scambio di opinioni!). Ma questi sono solo due fra gli ultimi esempi in ordine cronologico.
Anche le volte nelle quali si dice qualcosa di positivo sull’amministra zio ne, è solo per rendere conto (inevitabilment e) delle opere compiute e che – per onestà intellettuale - non potevano proprio essere sottaciute.
Ora sono convinto che lei è pronto a contraddire tutto quanto ho appena scritto, allo stesso modo in cui Minzolini sarebbe pronto a giurare che il TG1 è assolutamente imparziale e da spazio a tutti, o allo stesso modo in cui Ezio Mauro direbbe che La Repubblica è un giornale che non ha alcun tipo di accanimento verso il premier.
Ma non è neppure questo il punto: questo blog, in quanto libero, ha tutto il diritto di avere la sua linea editoriale, di qualsiasi tipo essa sia, condivisibile o meno che sia.
Quello che invece mi fa specie è la sua reazione nei confronti di chi abbia voluto commentare il suo editoriale “è crisi vera!”. Nonostante il 90% dello spazio sia occupato dal pensiero unico, quel poco, pochissimo che viene lasciato di replica tramite i commenti, viene pure mal tollerato.
E se Davide si permette di scrivere un piccolo commento, che finisce in calce all’articolo e che solo pochi leggeranno, Golia risponde con un mega-articolo per mettere bene in chiaro quali siano i rapporti di forza.
Ed ecco sistemati quei pochi che ancora si ostinano ad annidarsi nel refugium peccatorum dei commenti.
La saluto cordialmente e le auguro buona lettura con il filosofo Semerari,
Ma non pretenda che non costituisca un insulto accusare un giornalista di mendacio e di modo "scellerato" di fare giornalismo.O pensa che la professionalità non faccia parte della sfera personale?
Qui la differenza delle visioni non conta, ma forse è meglio chiuderla qui.
io non ho mai insultato nessuno e mi dispiace che abbia posto la questione in quei termini.
Io ho contestato il contenuto di un suo articolo che mi è sembrato a senso unico e se vuole possiamo argomentarlo in tutte le sue parti.
Ma credo che servirebbe a poco perchè, sono convinto, rimarremmo sulle stesse posizioni.
Ciò che io non tollero è che si possano attaccare le persone nelle loro sfere personali e questo non può essere accettato.
E non dovrebbe essere accettato neanche dal direttore di un giornale che dovrebbe tutelare il privato di una persona.
So che questo fa audience, ma credo non sia il modo giusto per stimolare un dibattito.
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