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Mi spiace che il commentatore, Shine On You Crazy Diamond, amante di Cassano e dei Pink Floyd, non abbia colto il senso del mio scritto “I signori sono diventati cafoni. I bambini fanno oh…”. Ma questo sicuramente a causa della mia limitata dote di scrittore più che della sua limitata dote di lettore. Ma ci riprovo. Non prima di chiarire però alcuni aspetti che l’informato elettore mi ha rimproverato. Non tutti i migranti sono nostalgici e superficiali come credi. Io conosco molto bene la realtà di cui ho voluto riportare uno spaccato, in quanto non è molto che sono andato via da Triggiano, e ci torno molto ma molto spesso, non solo per pasqua e ferragosto. Anche sui successi amministrativi da te faziosamente ricordati ti devo deludere. Ne sono perfettamente a conoscenza. E non è proprio come la racconti. Ma si sa la propaganda è cieca. E poi mi fai più vecchio di quanto sono, perché i vecchi con la coppola in piazza non li ho mai visti. L’intento del mio precedente intervento, e non a caso ho scelto la forma racconto, era semplicemente quello di riportare le emozioni che uno zio prova nel portare sua nipote alle giostrine in villa. Nessun attacco a Cassano, ma solo una denuncia su una situazione reale che ho trovato indecente. Soprattutto perché riguarda la sicurezza dei bambini.
Quindi Crazy Diamond stai tranquillo nessuna congiura (“pur di riuscire a tutti i costi a parlar male di Cassano non sapete più a cosa attaccarvi!”). Io sono uno …. e non faccio parte dei cattivi. Non tutti sono disposti a sacrificare il gusto del bello e la ricerca della verità alla fiera della leccata di culo. Il mondo non è più diviso in due, e fortunatamente la libertà di critica ha trionfato. Però evidentemente non per tutti. Non nascondo che dopo aver letto il commento del mio caro lettore cassonetto (nel senso di sostenitore di Cassano) un po’ mi sono pentito di essere intervenuto. Mi son detto riecco la Triggiano provinciale e un po’ bigotta!! E con questo esprimo tutta la mia solidarietà al direttore di questo giornale (e con cui mi scuso per il blog impropriamente utilizzato nel precedente intervento), che mi rendo conto essere come si dice “curnut e mazziat”. Nel senso che al posto di essere ringraziato per la luce di democrazia e di discussione che garantisce al buio mondo della comunicazione locale, è professionalmente insultato proprio perché garantisce quella luce. Evidentemente a qualcuno la luce dà fastidio. Infine, come non ringraziare per l’invito ad incontrarci rivoltomi dal mio amico Gaetano, con cui anche provenendo da esperienze politiche diverse, ho sempre condiviso l’importanza di fare politica, e di farla senza mai prescindere dalla questione morale. Non posso che condividere i tuoi sogni. Una città orizzontale sarebbe un gran bel sogno da realizzare. Ma nel tuo intervento manca una cosa fondamentale: una critica reale e oggettiva dell’esistente. E se non si parte da quella…… da cosa si parte? Io ho deciso di occuparmi delle giostrine. Una cosa inutile secondo il mio cassonetto. Invece è alle piccole cose che bisogna tornare a dare importanza. La comunità triggianese negli anni ha visto diluire il suo ethnos, ossia il complesso costitutivo di un identità e di aggregazione sociale, in una dimensione allargata, l’area metropolitana, in cui non riesce ancora ad adattarsi. Interi quartieri dormitorio, grandi strade, centri commerciali, velocità degli spostamenti, ecc. Occuparsi delle giostrine significa , simbolicamente e non solo, occuparsi della dimensione comunitaria di Triggiano. Sarebbe capire che bisogna ripartire da un progetto di ricostruzione di identità, non per tornare ad una mitica età dell’oro, ma consegnare ai nostri bambini, e a noi stessi, una estensione sociale che oggi è quanto mai contratta. Condivisione che inevitabilmente passa attraverso la riappropriazione di spazi (topos) come la villa. Ma subito…senza aspettare piani regolatori ed espropri. Non so se Cassano finirà o meno il suo mandato. Io mi auguro di si, perché un sindaco rappresenta pur sempre una comunità, e poi avere il commissario a fine legislatura per la seconda volta di seguito rischia di confermare un pericoloso meccanismo di risoluzione della disputa politica, inaugurata 5 anni fa proprio dalla stesso Cassano. Ma a prescindere dalle sorti di questa amministrazione, sono d’accordo con te amico mio Gaetano bisogna che le forze politiche e civili più sane del paese si incontrino su un terreno di discussione comune. Bisogna rompere un processo di occupazione e gestione del potere che rischia di eclissare definitivamente la vita democratica a Triggiano. Ma perché la rivoluzione avvenga, è necessario che avvenga prima nelle nostre teste. A tal fine mi permetto di segnalare un libro “Chelsea Story. Come una cittadinanza corrotta ha rigenerato la sua democrazia” di Susan L. Podziba. Da dove eravamo partiti …. a si dalle giostrine!! Meh sindaco prima che lasci accontentami. A nome di tutti gli zii di Triggiano.
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Commenti
Poi, improvvisamente da uno sconosciuto migrante che torna al paesello a natale e ferragosto, sono diventato un avventuriero a caccia di visibilità? Ma fammi il piacere!!! …. cerca di non parlare per luoghi comuni, e non esprimere giudizi sulle persone che non consoci rapportandoti a categorie di pensiero precostituite. È’ infantile oltre che vigliacco. Perché mio caro cassonetto, come accertato da tue indagini, io la faccia e il nome ce li ho sempre messi. Tu invece? Sei uno dei tanti che naviga nel sottobosco della politica triggianese, e che non ha il coraggio di esprimere le proprie idee firmando i propri interventi? O semplicemente non hai idee da esprimere, e per questo trovi più comodo commentare e denigrare quelle degli altri?
E tutto questo perché ho fatto notare che le giostrine in villa sono rotte, e quindi pericolose? Quella mio caro cassonetto è una realtà che rimane tale sia se la guardi da destra sia se la guardi da sinistra. Sic et simpliciter !!!
Nonostante tutto mio affezionatissim o cassonetto, ti voglio bene, e ti auguro tanta fortuna. Se decidi di candidarti o ricandidarti, mandami un bell’insulto, così ti voto. Triggiano ha bisogno di persone come te.
PS: ho usato esattamente lo stesso numero di caratteri che hai utilizzato nel tuo commento. Spero che adesso sarai contento, e chissà che non possiamo diventare davvero amici. Ciao cassonetto mio!!
Se qualcuno scrive un commento, allora il sig. Lagioia non risponde con un altro commento, ma scrivendo un intero nuovo articolo.
In modo da aver ben altra visibilità e attenzione. C’è sempre la voglia di soverchiare l’interlocutore , facendo la voce più grossa, credendosi sempre i primi della classe con la verità in tasca, e offendendo il prossimo che viene definito “cassonetto”.
E, al di la del sarcasmo, questo rivela la mancanza di dignità che il Sig. Lagioia (e in genere codesta tipologia di persone) concede all’interlocuto re , ritenendolo non un soggetto con il quale avere scambi di idee, ma un intralcio per l’affermazione della propria identità.
Per la serie: se qualcuno ti contraddice, non rispondergli con le idee. Prevaricalo e offendilo, e sarai vincitore!
Bravo. Tu invece sei la Luce (per tua stessa – modestissima – ammissione).
Se è questa la tua prospettiva di occuparti della dimensione sociale di Triggiano, di ricostruzione dell’identità, di consegnare alle future generazioni una nuova estensione sociale…. siamo proprio freschi!.
Questa è invece l’«etica» della prevaricazione, la religione dell’apparire, la liturgia dell’io e la negazione del noi come vera dimensione in cui si dovrebbe vivere la propria esistenza proiettata nella comunità. E’ la logica del berlusconismo che ha consumato l’Italia e il nostro povero sud martoriato.
Ma a proposito, alle scorse elezioni non ti eri candidato con Alleanza Nazionale? Già… pian piano dalla filosofia e dalla poesia andiamo a finire alla prosa… e si capiscono tante cose che prima erano oscure.
Ti assicuro che se ci fossero le più belle giostrine a Triggiano, comunque avresti trovato qualche altro ottimo pretesto per parlare male del tuo paese.
Sai una cosa? Sei andato via da Triggiano, ma noto che purtroppo non hai perso alcuni difetti tipici di qui. Pazienza per la città che ora ti ospita.
Ciao Luce, tuo affezionatissim o cassonetto
PS Se ti dovesse venire in mente di rispondere a questo commento, mi raccomando scrivi un nuovo articolo e mettilo in prima pagina, non sia mai che non abbia il giusto risalto!
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