| C'è la Crisi, cambiamo valuta! |
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| Scritto da don Salvatore De Pascale |
| Martedì 22 Novembre 2011 15:57 |
“In questo momento ci sono troppi scandali e ingiustizie, troppa corruzione e avidità, troppo disprezzo e troppe menzogne, troppe violenze che portano alla miseria e alla morte”. Queste le parole dell’accorato appello del Papa lo scorso 19 Novembre, ai responsabili politici ed economici dei Paesi africani e del resto del mondo, durante la sua visita in Benin.Qual’ è la ricetta anti-crisi? In questi giorni si sprecano parole, ipotesi e strategie; ci sentiamo un po’ tutti novelli studenti di economia politica. Ma è proprio attorno alla borsa e ai mercati finanziari che ruota la vera crisi? Dalle parole del papa emergono punti critici, ben più profondi, che hanno un denominatore comune nella parola “troppo” che Benedetto XVI ripete non certamente per errore lessicale. La crisi etica, familiare, sociale, culturale, ecologica*, vengono molto prima di quella finanziaria e secondo il mio parere sottendono ad essa stessa. Non vorrei scandalizzarvi ma vorrei provare a deificare qualche realtà di vita che meriterebbe maggiore venerazione: se al troppo “Dio danaro” (‘il troppo storpia’), che il capitalismo ha messo al di sopra di tutto e di tutti, anche della politica stessa, sostituissimo il “Dio famiglia”, il “Dio cultura”, il “Dio storia”, il “Dio natura”, forse ci ritroveremmo tra le mani non solo una vita più sana, fraterna e giusta, ma anche un capitale economico immensamente cospicuo: il capitale umano e naturale creato da Dio. Che ricchezza! Un tesoro preziosissimo che tutte le nazioni del mondo c’invidiano e che non sappiamo sfruttare. Direbbe San Francesco d’Assisi: Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra, E allora carissimi, * La crisi ecologica è di tipo platenario |
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“In questo momento ci sono troppi scandali e ingiustizie, troppa corruzione e avidità, troppo disprezzo e troppe menzogne, troppe violenze che portano alla miseria e alla morte”. Queste le parole dell’accorato appello del Papa lo scorso 19 Novembre, ai responsabili politici ed economici dei Paesi africani e del resto del mondo, durante la sua visita in Benin.


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