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Sono pentito di aver pagato il canone RAI PDF Stampa E-mail
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Scritto da Angelo Di Summa   
Mercoledì 15 Febbraio 2012 15:33

Lo confesso pubblicamente. Sono pentito di aver pagato il canone alla RAI.
Dopo  la serata di ieri del Festival di Sanremo, credo assolutamente legittima l’obiezione di coscienza verso un balzello che, contrariamente a quanto affermato dalla ipocrita pubblicità messa in onda, è solo un “tributo” al più becero e arrogante dei qualunquismi, al pressapochismo mentale, al profetismo demenziale di un guitto che si crede il salvatore del mondo, il metro di misura della verità, il messia che insegnerebbe il mestiere di cristiano anche al Papa, che usa il Vangelo solo come vendetta personale, come arma per colpire chi ha osato muovere riserve sullo spreco del suo ingaggio milionario, secondo la più bieca tradizione dell’integralismo. E gli “ultimi” diventano così solo un pretesto per affermare il proprio ritenersi il “primo”.
Sto ovviamente parlando di Celentano, l’ultimo degli Inquisitori, apparso a Sanremo forse per salvare una kermesse di brutte canzoni: arma di riserva, oltre a quella, pur ieri largamente usata, delle parolacce a spron battuto.

È vero: quando non c’è l’ispirazione, finisce per soccorrere la scatologia. E di deiezioni il festival ieri sera ha fortemente odorato. Così come ha odorato di soldi pubblici (anche quelli che io ho dato alla RAI per pagare il canone) abusati. Ora ha poca importanza se Celentano li abbia incassati o se li abbia distribuiti in beneficenza strombazzata; rimane che la RAI quei soldi ( che ripeto sono di tutti, perché il canone, ahinoi, è un…tributo)la RAI li ha spesi. Per questo sono pentito di aver pagato il canone, anzi, dico di più, mi ritengo  vittima di una estorsione, sia pur legale. Anche l'audience dovrebbe avere un'etica per quello che qualcuno continua ancora a definire un servizio pubblico.
Ma c’è di più. Sono letteralmente annichilito di fronte alla reazione del pubblico che continuava ad applaudire e che ha applaudito anche quando il guitto ha chiesto la chiusura di due giornali: roba da roghi nazisti. “Giornali inutili (!!!) come Avvenire e Famiglia Cristiana dovrebbero essere chiusi”. E giù applausi. Perché? Chi non condivide può non comprare e non leggere, ma chiudere non è democrazia. Ma la gente applaudiva, vittima di una sorta di allucinazione collettiva, di una sorta di  rito vudù celebrato da un sacerdote folle.
Ho sentito la gente applaudire quando il guitto ha dato pubblicamente del “deficiente” ad un giornalista del Corriere della Sera: una gogna mediatica gratuita (anche qui solo una vendetta personale) ripresa in eurovisione. Spero che quel giornalista, colpevole di reato di opinione (a cui va la nostra solidarietà), quereli e chieda un risarcimento danni almeno pari alla somma che la RAI ha munificamente pagato per questo spettacolo.
Patetico poi il finto dibattito affidato a Pupo in occasione dell’attacco alla Consulta: una recita degna del palo che si fa complice del giocatore delle tre carte. E poi tutti a saltabeccare come marionette.
Anche io ho votato per il referendum, ma capisco le ragioni, in punta di diritto, che hanno ispirato la Corte Costituzionale. Condivise in tutto o no, sono certo ragioni serie e la Costituzione va letta per intero.
L’unica cosa seria (e agghiacciante) di quel che abbiamo visto ieri sera è che forse abbiamo capito come può nascere una dittatura. Grazie RAI per la lezione di sociologia.


 

Commenti  

 
#5 Africa 2012-02-17 10:59
a me la tv servirebbe solo per concedermi una qualche partita ai videogames durante notti insonni! per il resto è così penosa.. per non pagare il canone e rimanere comunque nell'ambito della legalità, basterebbe fare a meno di quella cosa che non fa uscire più le persone di casa: il televisore!
 
 
#4 Antonio M. 2012-02-16 18:35
Ma perchè la Chiesa deve andare in televisione a "processare" i pedofili? Eppure mi sembra che il Papa ha preso le distanze, condannando eventuali responsabili e addirittura si preoccupa per un attento recupero di chi ha subito una violenza! Il fatto è che attaccare la Chiesa è facile e alla portata di tutti, dimentichiamo facilmente le varie missioni che diversi don e frati svolgono nelle terre più remote e povere della terra! Credo che Celentano abbia solo cavalcato l'onda dell'insofferenza generale e gratuita, e che si sia servito di un palco per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa(caso vuole che abbia parlato di 2 giornali e di un giornalista che ha messo in seria discussione il suo voler fare beneficenza-reality). A ognuno il proprio mestiere... a Cristo quello di messia e salvatore e ad Adriano Celentano quello di cantante! E ricordiamo che Sanremo è il festival della CANZONE ITALIANA. Per i politici possiamo scrivere chilometri e chilometri di parole.... però ricordiamoci che stanno lì perchè qualcuno ce li ha mandati!
Antonio M.
 
 
#3 AdmAngelo 2012-02-16 16:58
Anche io ho applaudito e applaudo Celentano quando canta.
 
 
#2 ROCCO DI GIOIA 2012-02-16 14:17
Egregio direttore, mi complimento con Lei per il suo articolo lucido ed appassionato che condivido nelle critiche limitatamente ai contenuti del monologo del Celentano e questo perché personalmente, come Lei, non sopporto l’ipocrisia. Ma credo che Celentano, come chiunque, possa dire quello che vuole e anche se personalmente non condivido la sua “professione di fede” è giusto consentire alle dissonanze di esprimersi, come è giusto che si possa sottoporre a critica gli enunciati del Celentano. Certamente da Celentano non c’è da aspettarsi che ci parli di equazioni differenziali o di meccanica quantistica, dal momento che altro non è se non un ripetitore di luoghi comuni … ma questo la Rai lo sapeva benissimo quando ha siglato il contratto.
Quello che è grave, però, come il Suo articolo sottolinea, è l’arroganza ed il totalitarismo di quest’uomo che, facendosi nobile portavoce della Verità, voglia ridurre al silenzio il pensiero altrui. L’infelice uscita del Celentano di chiudere quei giornali da lui ritenuti “inutili” ci racconta quanto ipocrisia ci sia nella sua professione di giustiziere … pronto a colpire ogni diversità in nome della Libertà o peggio ancora della Verità. Si pretende dagli altri libertà ma non si permette ad altri di esprimersi. È questa la radice ipocrita delle sue enunciazioni. Bisogna che qualcuno gli spieghi che la libertà per poter esistere ha come precondizione la presenza di diversità.
 
 
#1 volver 2012-02-15 21:28
Gentile Angelo Di Summa,
anche io sono pentito di aver pagato il canone Rai, e non da quest'anno!
- Quando vedo votare e sento commenti a favore di Berlusconi per la storia di Ruby nipote di "BARAK", sono pentito!
- Quando i politici ci vengono a spiegare in Tv, che c'è bisogno del "Processo corto" e del "Processo lungo" nello stesso momento, sono pentito!
- Quando la chiesa non processa pubblicamente i preti pedofili e vengono in tv solo a dirci che sono disposti a pagare l'Ici sugli immobili, sono pentito!
Potrei continuare ancora...ma mi fermo qui. Sinceramente non ho visto l'intervento di Celentano e non ero tra quelli che applaudivano, ma anche se potrebbe aver esagerato o sbagliato a dire certe cose, credo che almeno Adriano con le sue canzoni un applauso se lo sia meritato nella sua vita, del resto invece, credo ci sia ben poco da applaudire. Forse dire cose vere fa male o da fastidio, nessuno si indigna mai però e discute del marcio in politica che tutti i giorni siamo costretti a vedere e sentire in TV.
Per questo anche io sono pentito di aver pagato il canone Rai.
Giulio trulli
 

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