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Nostra intervista a Vito Ricci, ricercatore e studioso del templarismo nella nostra regione.
Vito Ricci, classe 1971, è un appassionato di storia medievale e, in particolare, di storia templare. A lui infatti si deve la recente pubblicazione di un agile volume, a finalità divulgative, ma scritto con rigore di storico, sulla presenza templare in Puglia (I Templari nella Puglia medievale, Edizioni dal Sud, Bari, 2009, pp. 143, € 12,00). Il metodo, si diceva è quello proprio della scienza storiografica, ma Vito non si ritiene uno storico, perché fa un altro mestiere: infatti è uno statistico e lavora come tale presso l’Università di Bari. Per lui storico è chi con la Storia ha a che fare ogni giorno, professionalmente. Eppure la sua pubblicazione ha colmato un vuoto. Gli abbiamo chiesto una intervista. Ne è nato un piccolo saggio, che pubblicheremo in tre puntate. Il valore dello stesso e l’importanza del tema, su cui grande è l’interesse generale, faranno sicuramente dimenticare la lunghezza.
La sua è la prima pubblicazione organica sulla presenza templare in Puglia. Perché, secondo lei, ancora oggi è così alta l’attenzione per questa pagina di storia?
Sulla presenza templare in Puglia prima dell’uscita del mio saggio, che vuole essere di tipo divulgativo e fornire spunti per ulteriori ricerche, non esisteva una pubblicazione organica sull’argomento, ma solo diversi contributi sparsi tra cui cito quelli di Bianca Capone (antesignana di studi templari in Italia e fondatrice della LARTI – Libera associazione ricercatori templari italiani), di Fulvio Bramato, studioso salentino spesso un po’ superficiale in alcuni punti, o del prof. Houben dell’Università del Salento che si è occupato, sebbene marginalmente poiché il suo interesse è focalizzato sull’Ordine teutonico in Puglia; poi ci sono tanti studiosi locali, di questi diversi sono da apprezzare se il metodo di indagine risulta rigoroso. È interessante notare come i medievisti pugliesi abbiano preferito occuparsi di altre tematiche storiche e trascurare, se così posso dire, i Templari e in parte anche i Giovanniti. Lascio da parte gli autori di pseudo ricerche sui templari. L’interesse per i Templari, e più in genere per il Medioevo, è sempre alto, ma spesso non si tratta di interesse verso la Storia, ma piuttosto verso l’immagine del periodo medievale che ci viene veicolata dalla cultura di massa che è ben altra cosa rispetto al Medioevo storico, possiamo parlare di medievalismo, di medioevo fantastico. Tutto inizia verso la fine del Settecento, col il revival gotico e il romanzo di Walpole Il Castello di Otranto. L’Illuminismo vedeva negativamente il Medioevo, con il Romanticismo se ne ebbe una forte rivalutazione, pensiamo ai romanzi di Walter Scott, ma era un Medioevo re-inventato dai romantici. Un tipico esempio è la cavalleria e il ruolo del cavaliere, per avere un’idea dal punto di vista storico si dovrebbe leggere il saggio di Georges Duby, Guglielmo il Maresciallo - L'avventura del cavaliere, piuttosto che il romanzo Ivanhoe o la gran parte dei film di ambientazione medievale. E di questo Medioevo fantastico i Templari, con il Graal, re Artù, la Sindone sono gli emblemi. Spesso l’interesse non è tanto verso la storia dei Templari, ma piuttosto verso il mito, nato, guarda caso nel Settecento ad opera dei fondatori della Massoneria che hanno voluto collegare questa istituzione con i cavalieri rossocrociati, perseguitati dall’inquisizione, cancellati dalla Storia, detentori (secondo costoro) di segreti e misteri iniziatici. Si parla di neo-templarismo, ma di questa branca non mi occupo e non intendo occupamene. Il mio interesse è verso la storia dei Templari.
Come e perché ha cominciato a occuparsi di templari?
Mi sono avvicinato ai Templari con la lettura de Il pendolo di Foucault alcuni anni fa, mi affascinavano e mi affascinava soprattutto quel medioevo neo-templare farcito di misteri, tesori, esoterismo, Rennes le Chateau, il Graal… Sono appassionato di storia e di quella medievale in particolare e iniziai a leggere qualcosa di serio (intendo di ricerche storiche o comunque tentativi di ricerca), ricordo il libro di Fulvio Bramato Storia dell’Ordine dei Templari in Italia. Questo autore, seppure con qualche superficialità e leggerezza, trattava la vicenda dei Templari nel nostro Paese con un taglio storico. Mi accorsi che i cavalieri templari erano stati in Puglia e, anzi, la nostra Regione aveva avuto un ruolo importante: sede del Gran Precettore dell’Italia meridionale a Barletta, tante grancie e masserie nelle fertili terre della Capitanata e della Murgia, tanti porti di imbarco per la Terra Santa, a Brindisi si celebrò il processo contro i Templari del Mezzogiorno. Mi accorsi che nessuno si era occupato con qualche pubblicazione dei Templari in Puglia. Era il 2000 e decisi l’impresa. Iniziai le mie ricerche, trovai materiale e misi mano a scrivere. L’idea era quella di realizzare un sito Internet. Per diverse vicende, dopo aver quasi completato le ricerche e steso buona parte dei testi, accantonai il lavoro. Lo ripresi verso la fine del 2003, avevo iniziato da poco a collaborare con il giornale telematico “Modugno.it”, rividi i miei appunti sui Templari, li completai. Proposi al Presidente di “Modugno.it” Raffaele Paparella di pubblicare a puntate la mia ricerca. La cosa andò in porto ed ebbe anche una buona visibilità sul Web. All’epoca lavoravo a Roma. Nel corso del 2004 entrai in contatto via posta elettronica con il prof. Raffaele Licinio, ordinario di Storia medievale presso l’Università di Bari e direttore del Centro Studi Normanno Svevi, che aveva realizzato un sito Internet autorevole di storia medievale “Storiamedievale.net”. Il prof. Licinio, inserì un collegamento nel sito di “Storiamedievale.net”, segnalando la mia ricerca sui Templari in Puglia, che puntava alla mia pubblicazione su “Modugno.it”. Disse che la mia ricerca aveva un fondamento e una validità storici a dispetto di tanti scritti assurdi sui Templari in Puglia. Avevo superato il vaglio di un medievista attento e abbastanza severo nei giudizi e nelle valutazioni e per me, semplice appassionato, era motivo di orgoglio e soddisfazione. Proposi al prof. Licinio di pubblicare la mia ricerca sul suo sito, nacque così il titolo “I Templari nella Puglia medievale”. A marzo dello scorso anno mi trasferii a Bari ed ebbi modo di conoscere di persona il prof. Licinio. Dalle nostre conversazioni è nata l’idea di farne una pubblicazione editoriale, ritenendo il mio lavoro meritevole, e mi presentò a Peppino Ponticelli titolare delle Edizioni dal Sud, che vorrei ringraziare moltissimo per aver creduto in questo progetto. Ripresi il manoscritto, rividi ed ampliai le mie ricerche, apposi delle modifiche, feci degli aggiornamenti. Nel frattempo avevo tenuto diverse conferenze sulla presenza dei Templari in Puglia ed ho avuto modo di farmi conoscere come ricercatore. A maggio 2009 è uscito il libro, ho tenuto una conferenza in Ateneo nell’ambito dei Mercoledì con la Storia organizzati dal Centro Studi normanno-svevi, ho presentato un mio lavoro a Cividate Camuno (BS) al Convegno della LARTI e sto promuovendo in Puglia il mio libro. (1. continua)
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