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Scritto da Nico Colabufo   
Giovedì 10 Settembre 2015 09:59
Considerazioni "dure ma leali" sul Brain Fallacara Department.
il libroCari concittadini, il 25 Settembre p.v. alle ore 18:30 sarà presentato il libro “Prima che non ricordi…” che racchiude lo studio fatto sul territorio regionale per l’individuazione dei fattori di rischio Alzheimer nella popolazione pugliese.
Nel 2008 in una sala cinematografica di Amsterdam, stracolma per l’occasione, venne proiettato il film “Prima che io dimentichi “dove viene dibattuta una controversa decisione del protagonista che a seguito di diagnosi precoce di Alzheimer, decide di non voler affrontare la perdita di dignità e di capacità causate da questa patologia. Moglie e figli assecondano questa scelta cercando di godersi gli ultimi sprazzi di vita prima di procedere all’eutanasia assistita, mentre il medico personale si batte contro questa scelta. E’ un concentrato di problemi etici, sanitari, sociali cui non è possibile dare in breve un contributo esaustivo in termini di opinione personale.
Pur tuttavia il titolo del film mi ha affascinato e l’ho voluto, di poco cambiato, come titolo di questo libro: Prima che non ricordi…. Non è solo per sottrarsi al già noto, bensì dichiarare per certi versi una scelta di campo. Prima che non ricordi… implica la volontà d’esserci anche “durante”, perché quella massa gelatinosa di circa un chilo e mezzo, il nostro cervello, contenente più di cento miliardi di cellule racchiude tesori biologici preziosi tanto antichi quanto insondati che non vanno affondati e sommersi per sempre. E poi nasciamo con un cervello unico, frutto della combinazione del patrimonio genetico e della programmazione che avviene durante lo sviluppo uterino, periodo nel quale s‘imprimono talenti, limiti, esuberanze caratteriali.
Questa giornata costituisce anche l’occasione per dare il via in maniera formale ai lavori di restauro dell’Opera Pia “Luciano Addante”, ma di questo vi aggiornerò con maggiori dettagli a ridosso dell’evento. Intanto, come promesso nella conferenza cittadina del 5 Marzo u.s., nella massima trasparenza vi porto a conoscenza di quanto sin qui accaduto. Sono stati apposti sui muri del paese, in tutte le farmacie ed in alcuni esercizi commerciali che, spontaneamente lo hanno chiesto, delle locandine relative al Brain Fallacara Department (il piano terra della struttura).
Per quei pochi che “ancora” non sapessero, lo spin-off Biofordrug di cui sono responsabile è stato invitato a utilizzare il piano terra del plesso per le attività relative alla diagnosi precoce dell’Alzheimer e del neurosviluppo. Considerando l’impegno economico si è deciso con i responsabili dell’Opera Pia che il mio spin-off universitario anticipa, per quanto possibile, avendo recuperato dalla vendita di brevetti e quote sociali, il costo dei lavori di restauro degli spazi del Brain Fallacara Department scomputandolo poi dal canone di locazione. Gli eredi testamentari cureranno, quando lo riterranno opportuno, il restauro del primo e del secondo piano.
Per la precisione le locandine affisse nel pase hanno prodotto una quota di donazione volontaria nei confronti di Biofordrug Onlus pari a circa seicento euro! Sono pervenuti quasi 500 curriculum, non solo da triggianesi, utilizzando correttamente le modalità indicate nel manifesto ed altrettante segnalazioni di quelle seccanti da recepire.
In un certo senso la cosa non mi sorprende perché forse è il segno dei tempi, della mentalità e della lungimiranza, si fa per dire, dell’imprenditoria locale. Nessuno potrà avanzare diritti sul Brain Fallacara Department che pagherà regolarmente la locazione e offrirà servizi in ambito diagnostico-innovativo; quest’attività non ha sottratto o distratto fondi sebbene pochi intrepidi personaggi stiano tentando di ostacolarla. Ma ripeto, trattasi di chi avendo dimestichezza con il torbido altro non riesce a fare se non raccontare menzogne. Insomma che dire: tutto ciò rende l’esperienza più difficile tanto da condurre alla tentazione di lasciar perdere tutto.
Pur tuttavia ho deciso assieme ai miei collaboratori di andare avanti perché quando non si hanno scheletri nell’armadio e non si è ricattabili si è scomodi. Alcuni investitori del nord Italia in ambito farmaceutico e nutraceutico hanno deciso di credere nel progetto e con il mio spin-off investiranno risorse economiche, umane e scientifiche. E’ la prima volta che mi lascio prendere da tediose considerazioni pur tuttavia si va avanti. Ne circoleranno di sciocchezze! Per questo sarò sempre trasparente e puntuale nell’illustrarvi le reali connotazioni delle attività: lo devo a me stesso, alla mia Università e ai miei concittadini, quelli semplici e leali che si emozionano quando un triggianese onora le natie origini senza presunzione ma con duro e quotidiano lavoro, senza percorrere traiettorie “preferenziali” e senza sopraffazioni. Considerazioni dure, le mie, ma leali e trasparenti.
Il 25 Settembre si porrà in forma simbolica la prima pietra per l’avvio dei lavori di restauro. Io l’ho voluta mettere oggi, una prima pietra di chiarezza e lealtà, in attesa che cittadini sinceri e generosi possano insieme a noi costruire la seconda parte di un sogno meraviglioso che dal 12 dicembre 1925, dipartita di Suor Fallacara, ha inondato il nostro paese senza che esso ne avvertisse e gustasse appieno l’amore e la statura morale del gesto di Suor Fallacara. Ci proveremo con tutte le nostre forze raccontandovi istante per istante quello che accade. E se qualcosa (o qualcuno) s’adopererà perché il sogno svanisca, bene, anche di quello sarete informati per amore di verità e trasparenza


 

Commenti  

 
#1 MARVINMAN 2015-09-10 18:25
Ho letto con molta attenzione l'articolo.Sinceramente non mi sorprende affatto che nella nostra cittadina vi siano personaggi che remano contro un progetto che sviluppi Triggiano.
Questo grande progetto del Prof. Colabufo è veramente straordinario e sono certo che andrà a compimento.
Di tanto ne gioverà principalmente la cittadinanza triggianese.
E allora, poche ma sincere parole: Forza Prof. Colabufo, non demorda e avanti tutta con l'onestà e sincerità che da sempre Lei dimostra.
Stia tranquillo: i triggianesi La stimano.
 

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