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“Non era mia intenzione cavar profitto dall’Ospedale bensì beneficiare l’umanità sofferente”. (Francesca Fallacara). Penso sia chiaro a tutti ormai che lo scontro al calor bianco sulla vicenda ospedale abbia ben poco a che fare con esso. È triste veder diventare il Fallacara, frutto della generosità e dell’umanità irripetibile di una piccola grande donna, terreno di scontro per la corsa al consenso in vista delle incipienti elezioni amministrative. Ancora una volta la classe politica locale, ignorando la tanto invocata “concertazione” tra forze politiche e istituzioni locali quale unico modus operandi salvifico e strategico (dato che l’obiettivo da raggiungere era ed è comune ad entrambe gli schieramenti), ha perso una ghiotta occasione per mostrarsi responsabile e matura. La “consonanza” avrebbe, sia pure parzialmente, ristabilito nella cittadinanza quella fiducia oramai smarrita nei partiti, nelle istituzioni e nei loro rappresentanti. Invece si è preferito mettere in scena il solito teatrino. Per iniziare, non credo alle teorizzazioni speciose di chi ha parlato di lassismo del sindaco Cassano sull’ospedale.
Faccio fatica ad immaginarmelo tranquillamente disteso al sole mentre qualcuno decide le sorti dell’ospedale. So per certo che gli incontri tra le forze politiche del centro sinistra si sono succeduti durante tutto il mese d’agosto e le pressioni sulle istituzioni e sui referenti politici regionali sono state costanti. Il che sconfessa le dichiarazioni che qualcuno ha artatamente messo in circolazione. L’errore forse è stato quello di non estendere l’invito anche alle forze politiche di minoranza, ma questa è un’altra storia. Dopo ferragosto la situazione, con la petizione popolare promossa dal Movimento Schittulli, ha avuto un’improvvisa sterzata. Qualcuno, in un primo momento forse (gli concedo il beneficio del dubbio), ha pensato che l’apparente indifferenza sulla vicenda potesse arrecare nocumento all’ospedale, ma poi ha capito che la vicenda poteva diventare il pretesto ideale per inasprire ulteriormente lo scontro politico e così hanno avviato una mobilitazione capillare seminando il panico nello schieramento avverso. Le conseguenze sono ormai ben note. Un’improvvisa e raffazzonata occupazione, compiuta da uno sparuto gruppo di ardimentosi che sembravano apprestarsi più ad un “dejeuner sur l’herbe” (scampagnata) che a prendere possesso del locale nosocomio. Ma, scusatemi, per l’occasione non sarebbe stato preferibile estendere l’invito ad altri o magari organizzarsi meglio? Ahi! Dimenticavo l’urgenza. Veglie di preghiera con lumini accesi per ravvivare l’atmosfera funebre incombente sul locale nosocomio. Manifesti a firma dell’amministrazione comunale in cui si parla di tutto, fuorché delle responsabilità oggettive. Altri (firmati PDL) che pongono, invece, sullo stesso piano Vendola & Cassano come corresponsabili dello status quo e delle future scelte. Manifestazioni sulle prospettive del Fallacara in cui a nessuno è venuto in mente di confezionare uno straccio di proposta alternativa al ridimensionamento, risolvendo la serata in un tiro al piccione(Cassano) di dubbio gusto. Dove un medico prestato alla politica ha espresso agli astanti il suo personale auspicio (udite, udite!) di una sanità affidata alla gestione delle Province. Ma perdonatemi, a tal proposito, qualcuno non aveva detto che le Province dovevano essere soppresse e che sarebbe stata auspicabile una graduale fuoriuscita della politica dalla gestione della sanità? Mah ?!? Forse tali proponimenti li ho sognati. D’ora innanzi sarebbe auspicabile, a mio avviso, che tutti cominciassero col fare un bel passo indietro, perché lo spettacolo che stiamo fornendo alla cittadinanza è tragicomico. Avevo intenzione di firmare la petizione sul Fallacara promossa dagli “Schittulliani”. Nel caso in specie la trovavo seria e calzante, ma dopo aver partecipato al loro incontro-dibattito ho capito che quelle firme serviranno a ben altro. Ho sperato (e spero ancora) che i partiti del centro-sinistra si scuotessero dal torpore, organizzando un incontro pubblico con l’assessore Fiore e/o col governatore Vendola affinché venissero a spiegarci, “de visu”, i perché di questo improvviso cambio di rotta, saggiando direttamente gli umori della piazza. Forse il centro destra sta strumentalizzando la vicenda, ma le uniche occasioni in cui la cittadinanza è stata sensibilizzata sono fino ad oggi a loro esclusivo appannaggio (e di questo gli va reso merito). Il centro sinistra piuttosto che strepitare cominci a fare un po’ di sana autocritica. Per il resto auspico che tutti sposino ufficialmente la proposta lanciate dal presidente Schiraldi (scioglimento del consiglio comunale, nel caso in cui il ridimensionamento passasse) e accettino l’invito del prof. Schittulli ad abbassare i toni e dialogare.
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