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A Triggiano servono partiti veri e non “cerchi magici” PDF Stampa E-mail
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Scritto da Angelo Di Summa   
Mercoledì 25 Gennaio 2012 13:04

E' prioritario stabilire nuovi equilibri, anche tra politica e burocrazia comunale.
Con la formalizzazione delle dimissioni da parte dell’attuale segretario, Enzo Elia, peraltro incompatibile con la carica politica in quanto assessore comunale, il PD triggianese ha dato ufficialmente il via al suo congresso cittadino. Sul tema abbiamo già scritto due giorni fa, formulando l’augurio che l’occasione possa segnare la rinascita di un partito comunque fondamentale per la crescita del nostro sistema politico-amministrativo. Un PD profondamente rinnovato in un nuovo quadro di relazioni fra le forze politiche e la cittadinanza potrà essere oltretutto l’unica garanzia perché la stessa Amministrazione possa procedere utilmente in una situazione difficile come l’attuale. Il discorso ovviamente vale anche per tutti gli altri partiti (il SEL ci pare già utilmente incamminato in questa direzione), compresi quelli di minoranza, il cui ruolo rimane comunque fondamentale per la crescita complessiva del sistema.
In tal senso, è quasi lapalissiano dover ricordare come l’Amministrazione non potrà non vedere premiata la sua azione, nella misura in cui potrà contare su un reale contributo di partecipazione, fatta di dibattito e proposta, ma anche di critica e sollecitazioni, da parte di consiglieri che siano espressione reale e attiva dei partiti di appartenenza, portavoci di un dibattito che, tramite gli stessi partiti, intercetti le esigenze della società.

Così il sindaco potrà svolgere il suo ruolo solo aspirando alla rappresentanza piena di tutte le forze politiche e sociali che ne legittimano politicamente il ruolo. Nessun “cerchio magico” di politici “più amici” e di burocrati (che, a detta di molti, troppo spesso invece di essere al servizio dei politici sembrano voler capovolgere i ruoli) potrà assicurare all’Amministrazione forza e capacità di intervento.
I grandi temi intanto si avvicinano, da quelli urbanistici e sociali, fino a quella che potrebbe diventare la madre di tutte le battaglie, anche sul piano della trasparenza e economicità, e ci riferiamo al nuovo appalto per i servizi di igiene urbana.
Prima tuttavia bisognerà metter mano alla macchina comunale: senza una macchina comunale efficace nessun programma potrà mai essere condotto utilmente a temine. Per questo riteniamo che il tema della nuova pianta organica, da affrontare seriamente e senza farne un pretesto per obbiettivi diversi da quelli dell’efficienza, diventa prioritario.
Su questo tema cercheremo, nei prossimi giorni, di fornire ai nostri cortesi elettori qualche elemento di conoscenza.
In questo ambito resta anche l’esigenza (da più parti sollevata) di un riequilibrio di poteri reali all’interno della macchina, ma anche nei rapporti tra la stessa e gli organi politici, sulla base ovviamente delle logiche normative di trasparenza e di separazione dei poteri.
Su questo piano un tema che rischia di diventare caldo è quello dell’affidamento degli incarichi legali.
In tal senso su questo argomento pare sia stata elaborata una bozza di regolamentazione che presto (si spera) sarà discussa nelle forze di maggioranza: una bozza che a prima lettura appare ancora una volta incongruente in più punti e che comunque va tutta rivista anche alla luce del decreto governativo sulle liberalizzazioni.
Nel frattempo ha creato qualche malumore un recente provvedimento della segretaria generale, nella veste di responsabile interinale del Settore Affari generali, con cui un avvocato di Barletta è stato incaricato di difendere il Comune, citato dinanzi alla Corte d’Appello di Bari da una impresa, che ha chiesto ben oltre un milione di Euro (esattamente € 1.136.685,20) per un preteso vincolo sostanzialmente espropriativo subito (stiamo parlando di espropri per cooperative edilizie). La scelta è stata compiuta dopo che l’Ufficio ha chiesto a cinque avvocati (scelti “facendo riferimento a professionisti che hanno già patrocinato giudizi per conto dell’Ente nonché ai curricula pervenuti in atti) un preventivo. Tutto trasparente, quindi, almeno in apparenza.
Ma molti si sono chiesti: perché proprio quei cinque e non altri? E, soprattutto, chi ha valutato se la causa fosse da affidare alla gestione di qualche burocrate e non rientrasse invece tra le questioni complesse e rilevanti per cui rivolgersi ad una scelta intuitu personae di garanzia professionale (scelta che non può non essere del politico, nonostante che la bozza di regolamentazione che gira la attribuisca assurdamente al dirigente, probabilmente lo stesso che ha elaborato la bozza). Non dimentichiamo che la somma del petitum è tale che, in caso di soccombenza, ne deriverebbero problemi vitali per il bilancio comunale.
In altre parole, l’ambito di discrezionalità appare troppo ampio per poter rientrare in una corretta attività di gestione, proprio sul presupposto che la regolamentazione che dovrebbe giustificarla ancora non c’è. Né è concepibile che la burocrazia copra a suo favore vuoti decisionali della politica.
Così ancora un volta (il pensiero corre dolorosamente ancora al bando per il Nucleo di Valutazione) la trasparenza potrà diventare una falsa trasparenza.
Sul tema dell’affidamento degli incarichi legali si è molto discusso in passato, chiedendosi se lo stesso rientri nell’attività di gestione o in quella di discrezionalità politica. Per esempio, alla Regione Puglia gli incarichi vengono da sempre affidati con deliberazione della Giunta, sia pure su istruttoria della Avvocatura.
In realtà recenti sentenze di TAR hanno più volte sostenuto, in nome della trasparenza, che si tratta di attività di gestione, quindi da affidare alle competenze dirigenziali. Ma questo vale, in presenza di un quadro di criteri, indirizzi e precise direttive fissate dall’organo politico. Infatti, ciò che contraddistingue l’attività di gestione è proprio la mancanza o ridottissima presenza di discrezionalità (solo questa circostanza può assicurare la trasparenza). Se la discrezionalità resta ampia, a nostro avviso, siamo in presenza di attività e responsabilità più riconducibili alla “politica”.
Ora, per quel che sappiamo, al Comune di Triggiano tale regolamentazione non c’è ancora, tant’è che è stata elaborata la bozza, di cui abbiamo detto prima, che, tra l’altro, individua proprio i criteri per dar vita alla short list (pomposamente definita Albo) di legali tra cui operare la scelta di chi invitare a presentare preventivi.
In assenza di tale regolamentazione, che è propria degli organi politici e che a questo punto diventa urgente, ci pare che l’Ufficio non possa esercitare una così vasta discrezionalità, se non a costo di squilibrare a proprio favore il rapporto di “potere” (chè sempre di esercizio di potere si tratta) con la politica, finendo per dare ragione proprio a chi lamenta un pericoloso processo di questo tipo  in atto. Ma se la burocrazia si allarga, qualcuno dovrebbe agire per riportare equilibrio e pare proprio che a Triggiano questa stia diventando una assoluta priorità.


 

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