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Referendum. Nasce il Comitato "Triggiano per il NO"
Scritto da com.   
Giovedì 25 Agosto 2016 17:52

referendum costituzionaleRiceviamo e pubblichiamo.

Si comunica che i signori Paolo Calabrese, Antonio Damiani, Flaviana Defilo, Nico Devenuto (amministratore della pagina), Aldo Di Caterino, Daniele Finamore, Luana Lorusso, Luca Losurdo, Rosanna Martinelli, Anna Roselli, Giuseppe Rubino, Sebastiano Salvemini hanno costituito il Comitato "Triggiano per il NO”.
E’ un Comitato spontaneo, apartitico, trasversale, senza fine di lucro che ha come unico obiettivo quello di fornire informazioni circa gli effetti del disegno di legge di modifica costituzionale Boschi-Renzi e sensibilizzare la cittadinanza a votare NO al prossimo referendum.
Il Comitato è aperto a tutti coloro che si identificano con il fine perseguito.
Chi condivide l’idea e vuole farne parte può mettersi in contatto con uno dei citati componenti.
Seguiranno comunicati con i quali si provvederà ad informare circa le attività e le iniziative che il Comitato ha intenzione di porre in essere.
Approfittiamo del comunicato per esprimere vicinanza alle vittime colpite dal sisma, ricordando che con un sms al 45500 si può dare un aiuto diretto e concreto ai nostri sfortunati fratelli laziali e marchigiani.

 
Noi, alienati nel magnifico mondo del "puttanesimo"
Scritto da Andrea Costanza   
Giovedì 25 Agosto 2016 09:59
consumismoCi dicono che mai bisogna accontentarsi, per nessuna ragione al mondo. Accumuliamo, consumiamo, oberati da cose, oggetti, suppellettili vari, molto spesso superflui e inutili dal momento che la stimabilità di un essere umano, nel mondo d'oggi, è direttamente proporzionale alla dose quantitativa dei suoi beni. Veniamo riconosciuti solo nella veste di proprietari, in quanto capaci di assecondare un sistema cinico e folle ingurgitando quanta più roba possibile alla stregua di tubi digerenti, laddove è il feticcio della merce a dominare.
L'individuo degno di rispetto è innanzitutto una ligia e obbediente merce che consuma, si consuma e si fa consumare da altri tramite la vendita del proprio sé, anima inclusa: dopotutto, basta pagare. Tutto ha un prezzo di listino nel magnifico mondo del “puttanesimo”, religione che vanta schiere inesauribili di fedeli. La merce umanoide è dedita alla ricerca del piacere “usa e getta”, e non guarda l'altro per stargli accanto e tendergli la mano ma solo per sfruttarlo, ricavando il ricavabile col massimo dei risultati e il minimo degli sforzi. Ragion per cui la forza del pensiero, in teoria l'essenza stessa dell'uomo, non viene considerata come un prezioso strumento per poter interpretare e modificare la realtà, bensì è relegata a mera attività di calcolo, a pura distinzione di ciò che utile e di ciò che non lo è, annoverando i ricavi e le perdite nella rispettiva partita doppia mentale. Nel lavoro, nelle relazioni umane, in famiglia, col nostro vicino, ci comportiamo da merci calcolanti.
 
Il lutto di Triggiano per il terremoto che ha colpito il centro d'Italia
Scritto da red.   
Mercoledì 24 Agosto 2016 23:59

a mezz'asta























Le bandiere a mezz'asta sul balcone del Municipio di Triggiano, disposte dal presidente del Consiglio comunale Rino Milillo, simbolizzano il lutto di tutta Triggiano per il disastroso terremoto che ha colpito il centro della nostra Italia.
Nel momento del dolore e del pianto le parole sono troppe e quasi sempre inutili. I territori colpiti e le loro popolazioni sappiano che la comunità triggianese, profondamente e intimamente colpita, non mancherà di dimostrare la sua capacità di essere solidale.
 
PIN Pugliesi innovativi. Un incontro per parlarne
Scritto da com.   
Mercoledì 24 Agosto 2016 23:37

pin

 
Il Consiglio Metropolitano per la riqualificazione del quartiere Casalino
Scritto da com.   
Mercoledì 24 Agosto 2016 10:09
Chiesa parrocchiale del Crocifisso a Casalino720 mila euro per la riqualificazione del quartiere Casalino.
In arrivo migliaia di euro in periferia a Triggiano.
Maurodinoia: Insieme per far crescere la città.

(Riceviamo e pubblichiamo).
Oggi il Consiglio Metropolitano, presieduto dal Sindaco Antonio Decaro, su relazione del Vice Sindaco Michele Abbaticchio, ha approvato all’unanimità il progetto “Periferie aperte”, da candidare al bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la riqualificazione delle periferie della Città Metropolitana di Bari.
Alla città di Triggiano, oltre 720 mila euro per la riqualificazione del progetto presentato dall’  Amministrazione comunale presieduta da Antonio Donatelli che il 9 agosto è riuscita a proporre un progetto di riqualificazione per la zona Casalino, il quartiere periferico che ospita anche due scuole di prestigio come l’istituto commerciale ed il liceo. Ma la zona è conosciuta anche per il degrado del Parco Nassirya e che grazie a questo finanziamento resterà solo un brutto ricordo.
“Mi ha fatto veramente piacere, –ha dichiarato Anita Maurodinoia- aver contribuito dai banchi della Città Metropolitana di Bari a far si che un polmone verde realmente attrezzato possa essere utilizzato dai nostri concittadini ed in modo particolare da tutti i bambini. Un parco che rappresenterà senza dubbio, il fiore all’occhiello della città di Triggiano”.

 
Storie di un segretario comunale da cambiare e del sogno che vaccinò Triggiano
Scritto da Angelo Di Summa   
Venerdì 19 Agosto 2016 11:12
La nomina del nuovo segretario comunale, Luigi Di Natale, fa cadere l’ultimo ponte di collegamento con la vecchia gestione amministrativa e segna, anche simbolicamente, il vero inizio del nuovo corso civico donatelliano nell’Amministrazione comunale di Triggiano.
L’avvicendamento infatti non è solo tecnico-professionale, ma politico, nella misura in cui tutta politica era stata la nomina a segretario comunale di Pietro Balbino. Anzi la partenza di quest’ultimo consente oggi di tornare a riflettere su quella ambigua e perniciosa pagina politica che possiamo definire il “salvataggio” del sindaco Denicolò nei tre mesi finali della sua avventura sindacale.
Dobbiamo risalire con la mente al gennaio-febbraio scorso, quando, lungamente covata,  esplose la grande crisi del PD e la sua spaccatura del 19 gennaio, allorché ben tre consiglieri comunali abbandonarono il gruppo dem. Il precedente 12 gennaio l’assessore Donatelli, ora sindaco, aveva abbandonato la Giunta. In quelle settimane ci furono anche la fuoriuscita di SEL dalla maggioranza e l’abbandono di GEA della consigliera Campobasso (ora assessore).
In questo marasma, il PD, invece di prendere atto lealmente, di fronte a sé e all’elettorato, di questa sua crisi interna, favorendo la fine anticipata (di soli 3 mesi) dell’Amministrazione e, magari, avviando una sana disanima interna tesa al rilancio politico, preferì compiere uno spregiudicato giro di valzer (rispetto alla volontà degli elettori) dando vita ad una nuova effimera maggioranza con la vecchia minoranza di “Sud al Centro”.
Così il sindaco Denicolò, già giubilato come possibile candidato sindaco, “salvò” le ultime settimane di sindacato: un salvataggio assolutamente privo di valore amministrativo (salvo l’approvazione di un bilancio privo di senso politico). Forse l’unico obbiettivo degno di nota (ma anche di allarme) fu quello di consolidare, con la nomina della Commissione giudicatrice, l’avvio del concorso per dirigente dell’Ufficio tecnico: un posto-chiave in grado certamente di avere “le mani sulla città”.
 
Il dott. Luigi Di Natale è il nuovo segretario del Comune di Triggiano
Scritto da red.   
Mercoledì 17 Agosto 2016 20:50
Il dott. Luigi Di Natale, nato a Bari, è il nuovo segretario del Comune di Triggiano. Lo ha nominato il sindaco Antonio Donatelli, a conclusione del prescritto e pubblico procedimento di nomina, preferendolo tra 19 curricula presentati.
Come precisa il decreto sindacale n. 43 del 17 agosto 2016, il curriculum del dott. Di Natale “evidenzia notevoli competenze tecnico-giuridico e funzionali, confacenti alle esisgenze di questo Ente”.
Il dott. Di Natale sostituisce il dott. Pietro Balbino, nominato segretario dal sindaco uscente Vincenzo Denicolò.

 
La seduta di laurea e le supercazzole
Scritto da Andrea Costanza   
Mercoledì 10 Agosto 2016 11:16
Anche i cerimoniali che ruotano attorno al conseguimento della laurea ci connettono, nella debita misura, con l’antropologia di un popolo. La verità è che i retaggi del nostro passato si sedimentano e ci perseguitano. Provengono da lontano, da quel retroterra contadino per secoli e secoli vessato, affamato, assoggettato alle angherie dei Signori e dei Principi, degli Innominati e dei Don Rodrigo di turno con la pancia piena e col mento all’insù, ossessionati dal blasone delle onorificenze, ottenebrati dalla boriosità e dall’arroganza di si chi crede intoccabile. Come direbbe il Marchese del Grillo, presente nell’omonimo film di Monicelli, riferendosi ad una banda di poveracci: “Mi dispiace, ma io so io e voi non siete un cazzo”. Quel popolo minuto costantemente oppresso, in cerca di emancipazione e riscatto da appagare adottando gli stessi canoni valutativi dei loro oppressori, con la speranza recondita di scalzarli dalle redini del cavallo, siamo noi.
Al tempo dei nostri genitori e dei nostri nonni fino ad andare ancora più giù negli scantinati della storia, nei paesini di campagna ma non solo, chi si laureava veniva imbellettato di tutto punto e issato sulla punta del proscenio proprio come se fosse una madonna pellegrina da esibire in processione. Auguri, baci, congratulazioni a destra e a sinistra al dottore, alla dottoressa, a queste mosche bianche, bianchissime, bianchissimissime perdio!, che si doteranno nella vita professionale e sociale di colletti lindi e tanto profumati. Non come noi, pensavano i nostri cari, e i cari dei loro cari, e i cari dei cari dei loro cari, che le uniche mosche che conosciamo sono quelle che gironzolano attorno alla merda di cavallo e maiale, e anche di vacca. Non come noi, pensavano ancora, che ci detestiamo, ci facciamo schifo solo a guardarci: noi, contadinotti straccioni, poveri disgraziati costretti a piegarci come giunchi e a morire di fatica nei campi e nelle fabbriche, puzzolenti come siamo di sudore e terra messi assieme. I nostri figli, i nostri nipoti dovranno avere più fortuna di noi. Dovranno avere fame, dovranno preoccuparsi di svettare e sgomitare: ad ogni costo. Dovranno arrampicarsi più in alto possibile e scalare la vetta. Si creeranno una famiglia, com’è giusto che sia, dopodiché troveranno un lavoro che possa garantire quattrini e prestigio sociale. E dovranno nutrire stima, talmente tanta di quella stima in loro stessi che dovranno gonfiarsi, e pomparsi, e gonfiarsi, e pomparsi di continuo, proprio come un tacchino in procinto di esplodere.
Almeno, pensavano, verranno salutati e trattati con rispetto da chicchessia, e non dovranno piegare il capo come facciamo noi quando dobbiamo rivolgerci al Commendatore, al Notaio, al Professore, al Giudice, al Padrone, che parlano, mangiano, vestono, comprano come Dio comanda. Se esisti devi apparire, figlio mio, a mammà, a papà, a zia, a nonna, e se non appari, aridaje, non sei un cazzo. Ricordatelo.
 
I nipotini abusivi di suor Fallacara
Scritto da Angelo Di Summa   
Sabato 06 Agosto 2016 22:52
Suor Francesca FallacaraConfesso. Non scriverei questa nota se non fossi convinto che Vito Mirizzi non solo è un ottimo collega giornalista, ma soprattutto che sia uno capace di padroneggiare al meglio la lingua italiana.
Ciò detto, anzi proprio sulla base di questa ferma convinzione, non vi nascondo che il suo recente articolo sul quotidiano barese (è del 28 luglio) sull’ospedale Fallacara ha provocato in me l’accensione di più di una luce d’allarme.
Premetto che in questo articolo l’amico Vito espone in maniera più che brillante tutte le ragioni (sanitarie, organizzative, logistiche, storiche e altro) per cui la vocazione ospedaliera e territoriale del nostro nosocomio vada assolutamente tutelata e difesa dai tentativi di retrocessione del piano regionale di riordino ospedaliero all’esame finale della Regione.
Del resto che il Fallacara sia sotto attacco da anni è cosa nota e risaputa. Altrettanto risaputo è che Triggiano ha saputo fare davvero poco per difendere il “suo” ospedale, vuoi per cronica assenza di una leadership indigena a livello supercomunale (no parlamentari, no consiglieri o assessori regionali ecc. e qui Triggiano paga da sempre un handicap storico), vuoi perché per troppo tempo ha avuto ai vertici istituzionali e politici locali quasi sempre personaggi legati a vario titolo al mondo della sanità pugliese e, quindi, in potenziale conflitto di interesse (intendo: confitto tra l’interesse generale e quello personale), vuoi per genetica indolenza a mobilitarsi per una causa di interesse pubblico di larghissima parte della sua popolazione.
Ma torniamo all’articolo di Mirizzi.
 
Convocato per il 9 agosto il Consiglio Comunale di Triggiano
Scritto da red.   
Sabato 06 Agosto 2016 10:24
Il riconfermato presidente Isidoro Milillo ha convocato il Consiglio Comunale di Triggiano per le ore 17.00 del 9 agosto 2016, in seduta pubblica straordinaria di prima convocazione, per deliberare sul seguente ordine del giorno:
1) Costituzione Commissioni consiliari (relatore il Presidente del Consiglio Comunale);
2) Nomina componenti della Commissione per la tenuta dell’Elenco di Corte d’Assise d’Appello (relatore assessore Melo);
3) Determinazione indirizzi relativi alla nomina, designazione revoca da parte del sindaco dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni (relatore sindaco);
4) Comitati, Commissioni e ogni altro organo collegiale ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell’Amministrazione -  Art. 96 D. Lgs 18/8/2000 n. 267 (relatore Presidente del Consiglio Comunale).

 
Intitolare una via al mar. Pascolla. Crescono i consensi
Scritto da Vito F. Battista e Vito Perilli   
Venerdì 05 Agosto 2016 08:54
Concordo con quanto scritto dall'amico ed ex compagno di scuola Vincenzo Manzionna.
Anch'io come lui ho conosciuto il maresciallo Pascolla da ragazzo e i suoi figli Giuseppe, Gianni e Angelo con i quali spesso giocavamo.
Ricordo la gioia e l'orgoglio dei triggianesi d'allora quando il mar. Pascolla portava a Triggiano  la sua banda dei carabinieri in occasione delle feste nazionali. Poi la vita mi ha portato a vivere per 30 anni fuori da Triggiano e quando sono tornato ho ritrovato i figli, ma lui con c'era più.
In effetti non si doveva attendere una sottoscrizione per intitolargli una strada, ma ora anche se tardivamente si puà riparare alla "dimenticanza". Grazie Vincenzo per aver ricordato anche i marescialli Pompilio e Raimondi che per noi ragazzi rappresentavano la Legge e li guardavamo con ammirazione e rispetto.
Vito F. Battista
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